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Settore tessile: prova di fissaggio colore su pezza
A sinistra in alto campione da tingere, a destra in alto campione tinto senza aggiunta di tensioattivi, a sinistra in basso campione tinto in presenza di tensioattivo commerciale a destra in basso campione tinto in presenza di biotensioattivo. |
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Detergenti: prova di lavaggio per mezzo di Biotensioattivi su pezza
RSCF = tessuto sporco, cHAL3 = tessuto sporco lavato in presenza di biotensioattivo, SDBS e Brij58 = tessuto lavato in presenza di tensioattivi commerciali di sintesi, cHAL3-SDBS e cHAL3-Brij58 = tessuto lavato in presenza di miscele di biotensioattivo e tensioattivo commerciale di sintesi. |
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Il bagno esausto colorato della tintura di una fibra tessile viene decolorato per semplice esposizione alla luce solare in presenza del biofotosensibilizzante estratto dalla frazione organica umida dei rifiuti solidi urbani. |
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Precedenti studi sperimentali hanno provato che la sostanza organica parzialmente degradata che ancora si trova nei rifiuti dopo i processi di stabilizzazione contiene biotensioattivi, che in numerose applicazioni chimico-tecnologiche si comportano analogamente o addirittura meglio dei tensioattivi sintetici provenienti da fonti non rinnovabili.
Muovendo da questo know-how, il progetto Biochemenergy, avvalendosi della sinergia operativa dei partner, si propone di:
- individuare per la Regione Piemonte l’attuale consistenza dei rifiuti biodegradabili e la stima delle fonti bioenergetiche;
- testare e ottimizzare la tecnologia per la produzione di biogas per trattare diversi tipi di biomassa provenienti dal circuito dei rifiuti;
- valutare qualitativamente la frazione biodegradabile inutilizzata presente nei rifiuti come fonte di prodotti chimici per applicazioni industriali;
- sviluppare un processo per il trattamento dei rifiuti residui che comprenda l’estrazione di materia organica solubile per scopi chimico-industriali e utilizzi la frazione insolubile come combustibile nei processi che lo richiedono;
- proporre un nuovo scenario per la distribuzione delle bioenergie provenienti da rifiuti in Piemonte;
- diffondere i dati della sperimentazione per incentivare l’industria ad utilizzare energia e prodotti chimici derivanti dai rifiuti di cui sopra;
- istituire per il Piemonte un nuova strategia globale per il trattamento dei rifiuti che persegua l’obiettivo “rifiuto zero”:
- possibili applicazioni.
I tensioattivi, data la loro natura possono essere applicati in diversi campi: dal farmaceutico all’ edilizia, dal settore tessile ai detergenti, ecc.
Ecco qui alcuni esempi pratici derivati da sperimentazioni condotte presso la sede dell’ Università di Chimica di Torino.
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